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    <title>DSpace Collection: Archivio del primo numero della rivista.</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1315</link>
    <description>Archivio del primo numero della rivista.</description>
    <pubDate>Wed, 19 Jun 2013 19:12:13 GMT</pubDate>
    <dc:date>2013-06-19T19:12:13Z</dc:date>
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      <title>The Channel Image</title>
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      <title>L'attentato a Mussolini: un esempio di drammaturgia anarchica durante il ventennio</title>
      <link>http://hdl.handle.net/1889/1407</link>
      <description>Title: L'attentato a Mussolini: un esempio di drammaturgia anarchica durante il ventennio
Authors: Baldari, Niccolò
Abstract: L’attentato a Mussolini ovvero il segreto di Pulcinella del 1926 di Carlo Tresca (1879-1943) è esempio di come, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, il movimento socialista e anarchico vedesse il Teatro come fondamentale strumento di educazione e propaganda per le masse.; The play L’attentato a Mussolini ovvero il segreto di Pulcinella (1926) of Carlo Tresca (1879-1943) it is an example of how, between the end of the 19th Century and the beginning of the 20th Century, the socialist and anarchical movement concerned the Theatre as a fundamental instrument of education and propaganda for the masses.</description>
      <pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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      <title>ICONE IMPOTENTI. Il dissenso politico e ideologico nell’arte italiana contemporanea, dalla pop art alle ultime generazioni</title>
      <link>http://hdl.handle.net/1889/1406</link>
      <description>Title: ICONE IMPOTENTI. Il dissenso politico e ideologico nell’arte italiana contemporanea, dalla pop art alle ultime generazioni
Authors: Bignotti, Ilaria
Abstract: La ricerca è dedicata all’analisi di quei linguaggi dell’arte contemporanea italiana che, nell’ultimo quarantennio, hanno rivestito una posizione critica nei confronti del potere politico e socio-economico. Consapevole di non poter fornire indicazioni e percorsi esaustivi, ho preferito porre il problema dell’esistenza e delle modalità di un’iconografia e di un linguaggio del dissenso politico, evidenziandoli attraverso una selezione di artisti ed opere italiani, senza tuttavia precludere il confronto con i linguaggi internazionali.&#xD;
Necessario è stato ripercorrere la storia dell'arte nei rapporti con le ideologie e la politica, evidenziando alcuni momenti salienti e soffermandosi su tre fulcri temporali: dal secondo dopoguerra alla fine degli anni Cinquanta, seguendo le origini e gli sviluppi dell'iconografia del dissenso; anni Sessanta-Ottanta, dalla politica ai media, dall'azione alla spettacolarizzazione dell'iconografia del dissenso; anni Ottanta-oggi: dal dissenso all'ironia tragica, tra rappresentazioni e simbologie de-mitizzate.; The research takes on those languages of Italian contemporary art that, on the last forty years, have chosen a critical perspective on the political and socio-economical power. Knowing the impossibility of giving a complete view of the problem, I have decided to face the problem around the existence and the different ways of an iconography and a language strictly connected with political dissent, pointing them out with a selection of Italian works and artists, considering them in relationship with international languages.  &#xD;
It’s been a necessity to re-examine the history of art considering the relationships between ideologies and politics, selecting highlights, to dwell upon three moments: from the end of second World War to the end of the Fifties, following the birth and the rise of the ideology of dissent; from the Sixties to the Eighties, considering the passage from the politics to the media, from the action to the iconography of the ideology of dissent turning spectacular; from the Eighties till today: from the dissent to a tragic irony, between representations and demythologized symbologies.</description>
      <pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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      <title>La Casa del Fascio di Como e le sue "decorazioni". Uno strumento di comunicazione del potere</title>
      <link>http://hdl.handle.net/1889/1405</link>
      <description>Title: La Casa del Fascio di Como e le sue "decorazioni". Uno strumento di comunicazione del potere
Authors: Casero, Cristina
Abstract: La Casa del Fascio costruita a Como da Giuseppe Terragni è, senza dubbio, uno dei capolavori del Razionalismo italiano, declinato secondo i personali modi dell'architetto comasco.&#xD;
Come ha giustamente notato Diane Ghirardo, però, non pare plausibile limitarsi ad una lettura esclusivamente formale dell'edificio. Il senso profondo e il valore stesso della Casa del Fascio, infatti, possono essere compresi appieno soltanto considerando quello che era il progetto originario dell'architetto, quindi senza trascurare il ricco apparato “decorativo” che dell'edificio era parte integrante. Pensiamo, cioè, ai pannelli fotomeccanici progettati da Marcello Nizzoli per la facciata, che furono realizzati anche se mai collocati in sede, e agli interventi di Mario Radice per la Sala del Direttorio e per il Salone delle Adunate, distrutti nell'immediato dopoguerra; a tale proposito, non dobbiamo dimenticare anche gli interventi decorativi progettati dall'architetto stesso per la Sala del Federale e la Sala intitolata a Gigi Maino. In quest'ottica, la Casa del Fascio si presenta sotto un'altra luce, come un edificio di grande valore funzionale, ma di notevole interesse anche sul piano comunicativo.; Giuseppe Terragni’s ‘Casa del Fascio’ in Como undoubtedly stands out as a masterpiece of Italian ‘Razionalismo’, though inflected according to the architect’s peculiar language.&#xD;
However, as rightly noted by Diane Ghirardo, a merely formal analysis of the building is not plausible. The underlying meaning and the very value of the ‘Casa del Fascio’ are fully perceivable only by taking into consideration the original project, without overlooking the opulent ‘decoration’ specifically intended as an integral part of the building. That includes Marcello Nizzoli’s photomechanical panels for the façade, built but never actually put in place, and Mario Radice’s works for the ‘Sala del Direttorio’ and the ‘Salone delle Adunate’, both destroyed in the immediate post-war; also worth mentioning are the decorative projects by the architect himself for the ‘Sala Federale’ and the room entitled to Gigi Maino. From such a perspective, the ‘Casa del Fascio’ appears under a renovated light, as a building of great functional value, but also as a very interesting communicational device.</description>
      <pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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      <title>Egisto nelle riscritture novecentesche dell'Orestea: immagini di potere tra politica e psicanalisi</title>
      <link>http://hdl.handle.net/1889/1404</link>
      <description>Title: Egisto nelle riscritture novecentesche dell'Orestea: immagini di potere tra politica e psicanalisi
Authors: Dazzi, Ilaria
Abstract: Il saggio ripercorre e analizza la figura di Egisto, amante di Clitennestra, nelle riscritture contemporanee dell’Orestea e di Elettra. L’operazione vuole fornire uno spazio specifico a questa figura, che esercita un ruolo determinante nel compimento della vendetta contro Agamennone. Le riscritture prese in esame vanno dagli inizi del Novecento, con Elektra di Hofmannsthal (1903), fino a Il Verdetto di Parrella (2007).; The essay runs through and analyzes the myth of Egisto, Clitennestra’s lover, in the contemporary Oresteia and Elektra re-writings. The essay wants to give a specific space to this character, whose role is determinant in the revenge against Agamennone. Re-writings examinated here go from the beginning of the Xxth C. to present times, from the Hofmannsthal’s Elektra (1903) to Parrella’s Il Verdetto (2007).</description>
      <pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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      <title>Le contrôle de l’Univers: la dialettica del potere nelle Histoire(s) du cinéma di Jean-Luc Godard</title>
      <link>http://hdl.handle.net/1889/1403</link>
      <description>Title: Le contrôle de l’Univers: la dialettica del potere nelle Histoire(s) du cinéma di Jean-Luc Godard
Authors: Guerra, Michele
Abstract: Con le sue Histoire(s) du cinéma Jean-Luc Godard lega definitivamente la sua esistenza di essere umano alla storia del cinema, inteso come irrefrenabile flusso di immagini, come sistema di schermi e specchi rispetto ai quali la nostra esperienza è produttrice e prodotto allo stesso tempo. L’immagine è la negazione del niente – dice Godard – ma anche lo sguardo del niente su di noi. Attraverso una scrittura cinematografica onnivora, attraverso lo sfruttamento delle potenzialità citazioniste del film – possibili solo per un regista –, Godard allestisce un meccanismo dialettico di potere visivo che mette in luce la resistenza dell’individuo nei confronti delle immagini e la resistenza delle immagini nei confronti dell’individuo. All’incrocio tra un film-archivio e un film-museo, Godard manipola le immagini fino a svelarci la struttura del loro segreto potere.; In Histoire(s) du cinéma, Jean-Luc Godard finally connects his human being’s existence with history of cinema as uncontrollable stream of images, as a system of screens and mirrors that our experience produces and from which it is produced. The image is the nothing’s negation – Godard says – but also the nothing’s gaze on us. Through an omnivorous cinematographic writing, through the exploitation of quotation’s potentiality of movies – made possible only for a director –, Godard prepares a dialectic mechanism of visual power that points out the individual’s endurance versus images and images’ endurance versus the individual. Between film-archive and film-museum, Godard manipulates images until to reveal us their secret power structure.</description>
      <pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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      <title>Il crocifisso ligneo di Scandolara Ravara (Cremona)</title>
      <link>http://hdl.handle.net/1889/1402</link>
      <description>Title: Il crocifisso ligneo di Scandolara Ravara (Cremona)
Authors: Milanesi, Giorgio
Abstract: Attualmente ubicato in area periferica rispetto ai grandi centri padani il paese di Scandolara Ravara (CR) e il crocifisso medievale conservato nella chiesa parrocchiale hanno vissuto un silenzio storiografico raramente interrotto. Partendo da un quadro più ampio sulla scultura lignea di XII-XIII secolo, l’articolo intende gettare nuova luce sul crocifisso inserendolo all’interno di un sistema di relazioni culturali più ampio con il tentativo di comprendere il rapporto tra i grandi cantieri di fine XII-XIII secolo delle città vicine (Cremona, Parma, Fidenza) e modelli di immagine d’oltralpe.; Actually in a fringe area towards the important cities of the Po Valley, Scandolara Ravara (CR) and the medieval crucifix preserved in the parish church have lived in a cone of historiography silence rarely broken. Starting from a reference frame concerning the 11-12th centuries wooden-carving, the article intends to shine a light about the crucifix, considering it in a cultural relations broader system and trying to understand the relationship between biggest 11-12th centuries construction sites of nearest cities (Cremona, Parma, Fidenza) and the french-mosan image models.</description>
      <pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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      <title>L'immagine del potere fascista nella scultura futurista degli anni Trenta</title>
      <link>http://hdl.handle.net/1889/1401</link>
      <description>Title: L'immagine del potere fascista nella scultura futurista degli anni Trenta
Authors: Sacchini, Paolo
Abstract: L'articolo intende valutare quanto ed in che modo la scultura futurista abbia contribuito alla creazione e alla comunicazione dell'immagine ufficiale del potere fascista nel corso degli anni Trenta, attraverso l'esame di un certo numero di opere realizzate da alcuni degli scultori futuristi più attivi del decennio (Rosso, Thayaht, Regina, Di Bosso, Peschi, Bot, Delle Site). In particolare, l'analisi procede attraverso la lettura delle soluzioni plastiche attraverso le quali tali scultori hanno illustrato alcuni temi di particolare rilevanza dal punto di vista propagandistico (la ritrattistica mussoliniana, il tema aviatorio, il tema imperiale, il tema della religione cattolica), e si conclude con un'ipotesi di correlazione tra l'oscillante consenso di cui il regime gode nei differenti momenti del decennio e la frequenza con cui i temi considerati compaiono nell'opera futurista.; The article wants to analyze what and how futurist sculpture contributed to the creation and communication of the official image of fascism during the Thirties, through the examination of a number of works by some of the most active futurist sculptors of the decade (Rosso, Thayaht, Regina, Di Bosso, Peschi, Bot, Delle Site). Particularly, the examination proceeds by analyzing the plastic solutions by which these sculptors presented some issues of particular relevance in terms of propaganda (Mussolini's portraiture, the aviation's theme, the imperial theme, the catholic religion's theme), and concludes with a hypothesis of correlation between the oscillating consent enjoyed by fascist system in the different moments of the decade and the frequency of the considered themes' appearance in futurist sculptures.</description>
      <pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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      <title>Il potere dello stemma araldico dell'Arma Christi</title>
      <link>http://hdl.handle.net/1889/1400</link>
      <description>Title: Il potere dello stemma araldico dell'Arma Christi
Authors: Saporiti, Laura
Abstract: Il saggio propone un’ampia disamina dell’iconografia e del significato assunto dall’immagine delle Armi di Cristo nella tipologia illustrativa racchiusa entro scudo, ovvero nella variante propriamente araldica dello stemma. Accanto alle funzioni apotropaiche e indulgenziali desunte dal culto religioso associato all’Arma Christi nel tardo Medioevo, si disvelano così le peculiari finalità nobiliari di identificazione dello status sociale del fedele in quanto milite cristiano, prossimo di Cristo e della sua genealogia, che in ultima analisi consentivano un’abbreviazione del percorso escatologico di ricongiungimento a Dio dopo la morte attraverso il purgatorio.&#xD;
L’articolo nasce in origine come ricerca nell’ambito del terzo anno di Corso in Araldica e Scienze Documentarie dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano nel settembre 2008.; The paper presents a wide analysis of the iconography and the meaning of the image of the Arms of Crist in the illustrative tipology enclosed into a shield, that is the properly heraldic variant of blason. Next to the apotropaic and indulgential functions derived from the religious cult connected to the Arma Christi in late Middle Ages, the article also shows the peculiar nobiliar purposes of identification of the faithful’s social status as christian soldier, neighbour in Christ and in His genealogy, which in the end allowed an abridgment of the escathological journey of reunification with God after death and through purgatory.&#xD;
This work was originally written as final essay of the third year of the Course in Heraldry and Documentary Sciences of the Italian Heraldic and Genealogical Institute in september 2008.</description>
      <pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
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      <title>Città in mostra. Parma 1870, immagine debole di un potere in crisi</title>
      <link>http://hdl.handle.net/1889/1399</link>
      <description>Title: Città in mostra. Parma 1870, immagine debole di un potere in crisi
Authors: Strukelj, Vanja
Abstract: Nel 1870 si snodano a Parma una serie di manifestazioni che potrebbero portare la città al centro dell’attenzione quanto meno nazionale. All’inaugurazione del monumento a Correggio si affiancano il Primo Congresso Artistico Italiano e l’Esposizione d’Arti Belle, a cui segue una Esposizione Provinciale industriale ed agricola. Si profila per la ex petite capitale l’opportunità di riaffermare, nel nuovo contesto unitario, la propria identità storica e culturale di cui proprio la tradizione artistica diventa elemento forte. Ideatore e regista del progetto è Pietro Martini, segretario dell’Accademia, che immagina queste iniziative come occasioni di rilancio di un’istituzione ormai fortemente in crisi. L’articolo intende mettere in luce la complessità e l’ambizione di un progetto, che finirà per definire un modello ripreso a livello nazionale, ma allo stesso tempo la inadeguatezza di un sistema di promozione che, non utilizzando gli strumenti della moderna comunicazione ed in particolare l’immagine, ridimensiona l’impatto anche simbolico delle iniziative.; In 1870 in Parma there were a series of cultural manifestations which would attract the attention of the nation to the town. Besides the inauguration of the Correggio monument, there was the “Primo Congresso Artistico Italiano” and the “Esposizione d’Arti Belle”, and also an “Esposizione Provinciale industriale e Agricola”. The ex petite capitale had the chance to reaffirm, in the new Unitarian context, its historical and cultural identity, of which the artistic tradition became an important element. Pietro Martini, the Academy’s secretary, was the creator and director of the project which envisaged these enterprises as opportunities for raising the profile of an institution which was passing through a crisis. This article wishes to show the complexity and ambitious scope of a project which was, at the same time to represent a national model, but also the inadequacy of a promotional system which, without using the instruments of modern communication and, in particular, images, would lower the impact, even symbolic, of the initiative itself.</description>
      <pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/1889/1399</guid>
      <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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      <title>Luce guerra dominio: rappresentazioni urbane</title>
      <link>http://hdl.handle.net/1889/1398</link>
      <description>Title: Luce guerra dominio: rappresentazioni urbane
Authors: Zanella, Francesca
Abstract: Le relazioni tra città, luce e guerra possono essere analizzate come rappresentazione di forme del potere e per verificare ciò è necessario misurarsi con i temi della storia urbana e della tecnologia, ma non si può prescindere, per la natura intrinseca della luce, anche da una valutazione del sistema delle immagini, tenendo quindi conto del ruolo delle ricerche artistiche.&#xD;
In questo intervento, confrontando i percorsi della rappresentazione e del progetto, si intendono sottolineare due elementi: il capovolgimento del punto di vista sulla città, nella prima metà del Novecento, e le forme, spesso mistificatorie, con cui si utilizza la luce per raccontare le città in guerra e le città risorte dopo la guerra, una componente che si verificherà attraverso il caso di studio della città di Parma (1938-1944).; Relationships between cities, war and light can be analyzed as a representation of forms of power. To verify that, we need to take account of issues of urban history and of history of technology, but we can not ignore, for the intrinsic nature of light, even an evaluation of the system of images, also taking into account the role of artistic research.&#xD;
In this paper, comparing the paths of the representation and of the project, we intend to underline two elements: the reversal of views on the city, in the first half of the twentieth century, and forms, often mystifying, with which the light is used to represent towns and cities in war and resurrected after the war, a component that will verified through the case study of the city of Parma (1938-1944).</description>
      <pubDate>Thu, 31 Dec 2009 23:00:00 GMT</pubDate>
      <guid isPermaLink="false">http://hdl.handle.net/1889/1398</guid>
      <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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