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    <title>DSpace Collection:</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/670</link>
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    <dc:date>2013-05-23T10:38:16Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1787">
    <title>La responsabilità degli Internet Service Provider</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1787</link>
    <description>Title: La responsabilità degli Internet Service Provider
Authors: Liguori, Jacopo
Abstract: Questo studio si prefigge l’obiettivo di delineare in primo luogo la figura dell’internet service provider ed in particolare i profili di responsabilità in relazione alla sua attività di prestatore di servizi della società dell’informazione. Saranno descritti gli aspetti tecnici dell’ISP e dei vari servizi che possono essere dallo stesso prestati (dalla semplice fornitura di accesso alla rete, sino alla memorizzazione o redazione dei contenuti). &#xD;
Sarà poi affrontata la disciplina normativa degli ISP, dapprima mutuata analogicamente dagli istituti della responsabilità del codice civile e poi specificatamente delineata dal decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 in attuazione della Direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico. Parte dello studio sarà quindi dedicata all’analisi della dottrina che ha commentato l’intervento legislativo e, soprattutto, all’esame delle numerose pronunce giurisprudenziali che si sono interessate, in maniera piuttosto contrastante, della responsabilità della figura del prestatore di servizi della società dell’informazione. Inoltre, in un contesto globale, quale quello di internet, che dovrebbe quanto più possibile prevedere soluzioni omogenee, saranno previste alcune sezioni dedicate ad un’analisi comparata, al fine di mettere in luce differenze e similitudini tra i vari sistemi normativi.&#xD;
Un particolare riguardo sarà riservato quindi agli attuali meccanismi implementati dai prestatori di servizio al fine di limitare, quanto possibile, la propria responsabilità. Infine, anche alla luce degli ultimi sviluppi giurisprudenziali e delle recenti proposte di modifiche legislative, si cercherà di tracciare una linea di percorso per le possibili soluzioni de iure condendo.</description>
    <dc:date>2011-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1786">
    <title>Tutela e valorizzazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine nel Codice della Proprietà Industriale</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1786</link>
    <description>Title: Tutela e valorizzazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine nel Codice della Proprietà Industriale
Authors: Contini, Alberto
Abstract: L'opera si propone di fornire una definizione di denominazioni di origine/indicazione geografica esaminando i requisiti costitutivi di questa specifica tipologia di segni approfondendo altresì l'ambito di tutela dei medesimi e le nuove possibilità di sfruttamento da parte dei vari soggetti interessati anche alla luce delle recenti modifice legislative .</description>
    <dc:date>2011-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1568">
    <title>La predivulgazione dell'invenzione</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1568</link>
    <description>Title: La predivulgazione dell'invenzione
Authors: Ficicchia, Federica
Abstract: Questo lavoro analizza il valore invalidante della predivulgazione, ovvero della comunicazione dell’invenzione effettuata dall’inventore a terzi prima del deposito della domanda di brevetto. Dalla lettura delle norme emerge una grande differenza tra il sistema designato dalla Convenzione sul Brevetto Europeo (e da questa trasfuso nelle varie legislazioni nazionali) e il sistema statunitense e giapponese.  &#xD;
Mentre in Europa qualunque predivulgazione il cui contenuto è sufficiente per l’attuazione dell’invenzione da parte del tecnico medio del settore rende nulla la domanda di brevetto per mancanza di novità, negli Stati Uniti le predivulgazioni avvenute un anno prima il deposito della domanda di brevetto non sono considerate distruttive della novità per l’esplicita previsione del periodo di grazia - una sorta di  “safety net"- che consente all’inventore di divulgare, in qualsiasi forma, l’invenzione prima della presentazione della domanda di brevetto. &#xD;
In Europa il sistema della novità, cosiddetta assoluta, è mitigato da due previsioni: l’esclusione dell’effetto invalidante per le predivulgazioni avvenute nei sei mesi precedenti al deposito della domanda di brevetto in esibizioni internazionali ufficiali o ufficialmente riconosciute, e la divulgazione abusiva ad opera di un terzo ai danni del richiedente o del suo dante causa, in presenza di un accordo di riservatezza tra l’inventore e il terzo.&#xD;
Attraverso l’analisi della giurisprudenza sia italiana sia del Board of Appeal dell’Ufficio Europeo Brevetti si è notato che l’applicazione di queste due previsioni è alquanto rara, per cui la giurisprudenza, al fine di evitare gli effetti pregiudizievoli di una comunicazione dell’inventore, tende a considerare presente un accordo di segretezza tra l’inventore e i terzi, anche laddove non sia stato esplicitamente previsto. Si è ritenuto, infatti, che anche in assenza di un accordo esplicito tra l’inventore e il terzo, possa presumersi la sussistenza di un vincolo di segretezza, tenendo conto delle circostanze di luogo, di tempo e, in particolare, dei rapporti intercorrenti tra le parti.</description>
    <dc:date>2010-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1567">
    <title>Il carattere distintivo del marchio</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1567</link>
    <description>Title: Il carattere distintivo del marchio
Authors: Piattelli, Maria Luce
Abstract: La tesi affronta il tema della capacità distintiva attraverso una analisi di tipo dinamico, valorizzando la questione della funzione tipica del marchio e la necessità di fornire dimostrazione concreta del carattere distintivo attraverso opportuni strumenti di prova.</description>
    <dc:date>2010-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1563">
    <title>La forma del prodotto e la sua tutela</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1563</link>
    <description>Title: La forma del prodotto e la sua tutela
Authors: Brambilla, Debora
Abstract: La tesi prende in esame la tutela giuridica della forma del prodotto dal momento in cui i prodotti di design assumono una posizione di rilievo nell'economia.</description>
    <dc:date>2010-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1327">
    <title>Costituzione di garanzie aventi ad oggetto diritti di proprietà intellettuale</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1327</link>
    <description>Title: Costituzione di garanzie aventi ad oggetto diritti di proprietà intellettuale
Authors: Maggi, Michela
Abstract: La presente trattazione si propone di indagare, nell’ambito di un quadro legislativo e giurisprudenziale piuttosto scarno, quali sono le figure tipiche e le principali modalità costitutive&#xD;
delle garanzie reali (ed in particolare del pegno) aventi ad oggetto diritti di proprietà&#xD;
intellettuale, e ciò sia riguardo ai diritti di proprietà industriale titolati e non titolati, sia riguardo ai diritti di autore.</description>
    <dc:date>2010-01-28T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1321">
    <title>La restituzione degli utili nel sistema dei rimedi di diritto industriale</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1321</link>
    <description>Title: La restituzione degli utili nel sistema dei rimedi di diritto industriale
Authors: Rossi, Francesco
Abstract: Nel Capitolo I viene ricostruita la genesi normativa, abbastanza complessa e travagliata, dell’art. 125, 3° comma, c.p.i., e sono in particolare esaminati gli antecedenti di questa norma costituiti dall’art. 13 della direttiva CE “Enforcement” e dall’art. 45, 2° comma, dei TRIPs. Nel Capitolo II si affronta la questione dei “danni” conseguenti alla violazione dei diritti di proprietà industriale, e viene messa a confronto l’area della condotta semplicemente “illecita”, e quella della condotta “illecita” e nel contempo produttiva di danni risarcibili. Nel Capitolo III si passano in rassegna le tesi degli Autori che, prima dell’espressa introduzione legislativa della “retroversione degli utili”, hanno cercato di derivare il rimedio in questione da principi generali del diritto privato, nonché le interpretazioni dell’ultima versione dell’art. 125 c.p.i. proposte dai primi Commentatori, ed in particolare quelle che ne hanno rilevato i risvolti più problematici. Sono quindi segnalati i delicati problemi che, sul piano dell’applicazione pratica del nuovo rimedio, discendono dalla regola – che pare essere “universalmente” accolta, sia in Italia sia all’estero – in base alla quale oggetto dell’obbligazione restitutoria possono essere solo gli utili “causalmente imputabili” alla contraffazione.; Chapter I reconstructs, rather complex and problematic, the history and development of art. 125.3 of the Italian Code of Industrial Property (c.p.i.) and specifically examines the antecedents to this article - art. 13 of EC "Enforcement" Directive and art. 45.2 of the TRIPs Agreement.&#xD;
Chapter II addresses the question of "damage" deriving from violation of intellectual property rights and compares simply unlawful conduct and unlawful conduct which gives rise to compensatable damage. &#xD;
Chapter III examines the ideas of legal scholars who, prior to the express introduction in Italy of the regulation of “disgorgement” of profits, tried to draw the remedy in question from general principles of private law. Chapter III also examines the interpretation of the last version of art. 125 c.p.i. given by the early expounders and, in particular, the interpretation which underlined the most problematic aspects. The Chapter goes on to tackle the delicate problems which, with regard to the practical application of the new remedy, derive from the rule – “universally” accepted both in Italy and outside Italy – whereby only the profits attributable to the infringement shall be reimbursed.</description>
    <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1319">
    <title>La dimostrazione del carattere distintivo</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1319</link>
    <description>Title: La dimostrazione del carattere distintivo
Authors: Erriquez, Antonia
Abstract: La presente tesi si occupa di rinvenire  ed illustrare i vari fattori che dimostrano la sussistenza del requisito del "carattere distintivo" di un marchio ai fini della sua validità e tutela</description>
    <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1317">
    <title>La nozione di identità nella valutazione della novità dei brevetti</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1317</link>
    <description>Title: La nozione di identità nella valutazione della novità dei brevetti
Authors: Colmano , Anna
Abstract: La tesi è dedicata al giudizio di novità in materia di brevetti per invenzione, e specificamente al concetto di identità che è alla base di questo giudizio. Nel primo capitolo, che mira ad inquadrare il tema con riferimento a tutti i settori della tecnica, il concetto di identità viene analizzato anzitutto in una prospettiva storica a partire dalla legge invenzioni n. 1127 del 1939, e quindi con un’indagine comparatistica che tiene conto dell’esperienza dei principali Paesi europei e delle Guidelines e della giurisprudenza dell’Ufficio Europeo Brevetti. Il medesimo approccio (ricostruzione storica ed indagine comparatistica) è seguito anche nei successivi capitoli, dedicati a temi specifici. Il secondo ed il terzo capitolo sono dedicati agli aspetti problematici della valutazione dell’identità nel campo chimico, costituiti rispettivamente dal rapporto tra invenzione di formula generale e invenzione di selezione (capitolo 2) e dalla brevettazione di un nuovo uso di un composto noto (capitolo 3). Il quarto capitolo sposta l’indagine al settore delle biotecnologie e tratta, in particolare, della ricostruzione del concetto di identità con riferimento ad uno stesso materiale biologico ottenuto per vie diverse (mero reperimento in natura, tecniche di estrazione tradizionali, moderne tecniche biotecnologiche, soprattutto di DNA ricombinante). L’ultimo capitolo della tesi è dedicato a stabilire quando tra due brevetti si possa configurare una identità di contenuto tale da consentire una valida rivendicazione di priorità in base alle disposizioni della Convenzione d’Unione di Parigi e dell’art. 4 del Codice della Proprietà industriale.; The dissertation addresses the judgment of novelty in patent matters and, specifically, the concept of identity underlying this judgment. The first chapter, which aims to frame the question in relation to all technical sectors, analyzes the concept of identity firstly from a historical perspective beginning with Patent Law no. 1127 of 1939 and then by means of a comparative study examining the experience of the main European states and the Guidelines and case law of the EPO. This approach (historical reconstruction and comparative study) is continued in the subsequent chapters which cover specific issues. The second and third chapters are dedicated to problematic aspects of assessing identity in the chemical field, respectively the relationship between general formula and selection inventions (Chapter 2) and the patenting of a new use of a known compound (Chapter 3). The fourth chapter moves on to study the biotechnological sector and deals, in particular, with the reconstruction of the concept of identity in relation to the same biological material which are naturally occurring or obtained by different means (traditional extraction techniques, modern biotechnological techniques, above all recombinant DNA). The final chapter of the dissertation is dedicated to establishing when there is identity of content in two patents so as to allow valid priority on the basis of the Paris Convention and Art. 4 of the Code of Industrial Property.</description>
    <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1316">
    <title>La tutela della qualità agro-alimentare sul mercato globale. Proprietà intellettuale e profili di rilievo concorrenziale</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1316</link>
    <description>Title: La tutela della qualità agro-alimentare sul mercato globale. Proprietà intellettuale e profili di rilievo concorrenziale
Authors: Capuzzi, Gianni
Abstract: Il lavoro ha come oggetto la tutela della qualità agro-alimentare sul mercato globale, nella prospettiva dell'interazione tra diritti di proprietà intellettuale e principio concorrenziale. Dopo l'esame dell'articolata nozione di "qualità" (a partire dai dati di diritto positivo e dagli spunti offerti dal Libro Verde sulla politica di qualità della Commissione europea), si affronta la complessa relazione tra marchi e indicazioni geografiche,in particolare in ambito nazionale e comunitario.Si rende poi conto delle principali novità dell'anno 2009 in tema di etichettatura, made in Italy e repressione penale dell'agro-pirateria.Infine si esaminano le prospettive di tutela delle indicazioni geografiche nel contesto internazionale, soprattutto all'interno dei negoziati WTO.</description>
    <dc:date>2009-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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