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    <title>DSpace Collection:</title>
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    <dc:date>2013-05-23T05:00:45Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1717">
    <title>Parole rubate, Fascicolo 4, Dicembre 2011</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1717</link>
    <description>Title: Parole rubate, Fascicolo 4, Dicembre 2011
Authors: Rinaldi, Rinaldo
Abstract: Fascicolo completo: 4, dicembre 2011.; Complete issue: no. 4, December 2011.</description>
    <dc:date>2011-11-30T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1716">
    <title>Elisabetta Modena, Le immagini tradotte. Usi Passaggi Trasformazioni, a cura di C. Casero e M. Guerra, prefazione di L. Hutcheon, Reggio Emilia, Diabasis, 2011 [recensione / review]</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1716</link>
    <description>Title: Elisabetta Modena, Le immagini tradotte. Usi Passaggi Trasformazioni, a cura di C. Casero e M. Guerra, prefazione di L. Hutcheon, Reggio Emilia, Diabasis, 2011 [recensione / review]
Authors: Modena, Elisabetta
Abstract: Recensione di: Le immagini tradotte. Usi Passaggi Trasformazioni, a cura di C. Casero e M. Guerra, prefazione di L. Hutcheon, Reggio Emilia, Diabasis, 2011.; Review of: Le immagini tradotte. Usi Passaggi Trasformazioni, a cura di C. Casero e M. Guerra, prefazione di L. Hutcheon, Reggio Emilia, Diabasis, 2011.</description>
    <dc:date>2011-11-30T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1715">
    <title>Laura Da Rin Bettina, Rendering: traduzione, citazione, contaminazione. Rapporti tra i linguaggi dell'arte visiva, Roma, Palombi, 2010  [recensione / review]</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1715</link>
    <description>Title: Laura Da Rin Bettina, Rendering: traduzione, citazione, contaminazione. Rapporti tra i linguaggi dell'arte visiva, Roma, Palombi, 2010  [recensione / review]
Authors: Da Rin Bettina, Laura
Abstract: Recensione di: Rendering: traduzione, citazione, contaminazione. Rapporti tra i linguaggi dell'arte visiva, Roma, Palombi, 2010.; Review of: Rendering: traduzione, citazione, contaminazione. Rapporti tra i linguaggi dell'arte visiva, Roma, Palombi, 2010.</description>
    <dc:date>2011-11-30T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1714">
    <title>Padre Bresciani nel "Cimitero di Praga". Eco, riscrittura, citazione</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1714</link>
    <description>Title: Padre Bresciani nel "Cimitero di Praga". Eco, riscrittura, citazione
Authors: Picchiorri, Emiliano
Abstract: Dopo aver illustrato la ricchezza di citazioni e allusioni nel romanzo di Umberto Eco Il cimitero di Praga, il contributo si sofferma sulla presenza di brani prelevati dalla narrativa d'appendice ottocentesca e in particolare da L'ebreo di Verona del padre gesuita Antonio Bresciani: un lungo passo tratto da questo romanzo viene fatto pronunciare al personaggio di padre Bergamaschi, dietro al quale si può riconoscere, anche per alcuni elementi biografici e caratteriali, lo stesso Bresciani; ma la figura dello scrittore gesuita si cela anche dietro un secondo personaggio, padre Pacchi, il cui discorso è formato da un insieme di citazioni da L'ebreo di Verona. Nei brani in questione, Eco alterna alla citazione letterale la riscrittura finalizzata a un ammodernamento linguistico e l'inserimento di particolari inediti.; After exploring the abundance of quotations and allusions in Umberto Eco's novel Il cimitero di Praga , this contribution focuses on the presence of passages from nineteenth-century serial narratives and in particular from L'ebreo di Verona by the Jesuit Father Antonio Bresciani. In Eco's book, a long extract from this novel is delivered by Father Bergamaschi, a character whose biographical traits and psychological features could be related to Bresciani himself. However, the figure of the Jesuit author also lies behind another character, Father Pacchi, whose speech consists of quotations from L'ebreo di Verona. In these passages, Eco alternates between a type of rewriting aimed at linguistic modernization and the insertion of original details.</description>
    <dc:date>2011-11-30T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1713">
    <title>"Quello splendido faber". Sui destini moderni di una citazione dantesca</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1713</link>
    <description>Title: "Quello splendido faber". Sui destini moderni di una citazione dantesca
Authors: Vitale, Rosario
Abstract: L'articolo prende in considerazione la metafora del poeta-fabbro, a partire dall'espressione dantesca “miglior fabbro” (usata nel XXVI canto del Purgatorio per Arnaut Daniel), e ne segue l'itinerario fino alla poesia di Giorgio Caproni, che il collega Mario Luzi già definiva uno “splendido faber”. L'immagine rivela che quello del poeta, occupato a martellare e limare i versi nella sua officina, è un mestiere artistico ma anche artigianale: lo dimostrano anche gli echi danteschi contenuti in The Waste Land di Thomas Stearns Eliot.; This article will analyze the poeta-fabbro (poet-blacksmith) metaphor in various texts throughout time, starting with the analysis of Dante's expression “miglior fabbro” (used to refer to Arnaut Daniel in Purgatory , canto XXVI), up to Giorgio Caproni. Indeed, Mario Luzi – Giorgio Caproni's colleague – already called him a “splendido faber”. This image puts forward the idea that writing poems not only is an artistic process, but also implies artisanal work. In fact, like an artisan, the poet hammers and polishes lines in his workshop. This is also proved by T. S. Eliot's allusions to Dante in The Waste Land.</description>
    <dc:date>2011-11-30T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1712">
    <title>Il "Sogno" di un collezionista del Seicento napoletano. Maurizio Di Gregorio tra riscrittura e plagio</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1712</link>
    <description>Title: Il "Sogno" di un collezionista del Seicento napoletano. Maurizio Di Gregorio tra riscrittura e plagio
Authors: Caracciolo, Daniela
Abstract: Nel 1614 escono a Napoli il Sogno e il Rosario delle stampe de tutti i poeti e poetesse antichi e moderni di numero 500 del domenicano e accademico ozioso Maurizio Di Gregorio. Il saggio prende in esame le strategie di riscrittura che sorreggono per intero la struttura dell'opera dove i testi di autori più o meno contemporanei (Tommaso Garzoni, Giovan Battista Rinaldi) sono sottoposti a un intenso lavoro di aggiornamento. L'analisi si concentra in particolar modo sui prelievi che nel Sogno vengono identificati, sulle metodologie e tecniche di composizione del frate predicatore dedito a uno 'schizofrenico' esercizio letterario.; Sogno and Rosario delle stampe de tutti i poeti e poetesse antichi e moderni di numero 500 by the Dominican friar and idle academic Maurizio Di Gregorio were published in Naples in 1614. This essay examines the rewriting strategies supporting the entire structure of a work in which texts by more or less contemporary authors (Tommaso Garzoni, Giovan Battista Rinaldi) undergo an intense labour of revision. This analysis focuses particularly on the quotations identified in Sogno, as well as on the methodologies and composition techniques of the preaching-friar, and his peculiarly 'schizophrenic' literary practice.</description>
    <dc:date>2010-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1711">
    <title>'Lupi d'autore' nel panegirico ad Avito di Sidonio Apollinare (Carm. 7, 361-368)</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1711</link>
    <description>Title: 'Lupi d'autore' nel panegirico ad Avito di Sidonio Apollinare (Carm. 7, 361-368)
Authors: Montone, Francesco
Abstract: L'imitatio di Sidonio Apollinare (ca 430- 486 d. C.) è frutto di un minuzioso lavoro e si svolge secondo una trama intertestuale particolarmente fitta e criptica. Lo scrittore, con il suo 'preziosismo stilistico', persegue lo scopo di far rivivere l'intero palinsesto culturale costituito dalla tradizione letteraria latina, sfidando al tempo stesso il lettore a riconoscere la furtiva lectio. La similitudine presa in esame conferma queste caratteristiche dello stile di Sidonio. I numerosi ipotesti rintracciabili, oltre che espressione della 'memoria glossografica' di Sidonio, assolvono ad una precisa strategia letteraria: esaltare la funzione salvifica dell'imperatore Avito.; The imitatio of Sidonius Apollinaris (c 430-486 AD) grows out of a careful work and develops according to a particularly dense and cryptic intertextual texture. With his 'stylistic preciosity', the writer tries to make the entire cultural palimpsest of the Latin literary tradition seem alive; in the meantime, he challanges the reader to recognize the furtiva lectio . The simile here analysed confirms these characteristics of Sidonius's style. As for the numerous hypotexts that can be traced, not only do they prove Sidonius's 'glossographical memory', but have a specific literary strategy as well. In fact, they tend to exalt emperor Avitus's salvific role.</description>
    <dc:date>2010-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1710">
    <title>Jacques Rivette ou les jeux du bricoleur</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1710</link>
    <description>Title: Jacques Rivette ou les jeux du bricoleur
Authors: Dosi, Francesca
Abstract: L'articolo esamina in dettaglio la costruzione del film - feuilleton Out 1, noli me tangere (1970) di Jacques Rivette tramite assemblaggio e ripetizione di citazioni intra ed extra cinematografiche, di riferimenti puntuali alla memoria culturale ed emozionale dell'autore, di evocazioni per immagini nebulose e talvolta contraddittorie. Specchio dell'estetica seriale e delle rivendicazioni artistico-sociali degli anni settanta, il film si rivela essere un inatteso e paradossale omaggio a Honoré de Balzac ed introduce lo spettatore all'interno di un enigma che esige e nega al contempo la propria decodificazione.; This article examines in detail the construction of Jacques Rivette's film-feuilleton Out 1, noli me tangere (1970) through the montage and reiteration of intra- and extra-cinematic quotations, precise references to the author's cultural and emotional background, and evocations through nebulous and sometimes contradictory images. A mirror of the Seventies' serial aesthetic and socio-artistic claims, this film reveals itself as an unexpected and paradoxical homage to Honoré de Balzac and introduces the spectator to an enigma which requires and, at the same time, denies its own decodification.</description>
    <dc:date>2010-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1709">
    <title>Balzac palimpseste</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1709</link>
    <description>Title: Balzac palimpseste
Authors: Oppici, Patrizia
Abstract: L'opera di Balzac non occupa una posizione di grande rilievo nell'editoria italiana contemporanea, se la si confronta con le traduzioni degli altri grandi classici francesi dell'Ottocento. Malgrado ciò, Balzac è l'ipotesto sul quale sono costruiti i due romanzi che vengono qui analizzati. Si tratta de L'altra amante di Elisabetta Rasy (1990), riscrittura esplicita de La fausse maîtresse, e de L'inizio è in autunno di Francesca Sanvitale (2008), costruita su Adieu. Le due tipologie di riscrittura, benché molto diverse, hanno in comune la volontà di esplorare le potenzialità della narrazione balzachiana attraverso opere meno note, ai margini della Comédie humaine.; Balzac's work does not have a prominent position in contemporary Italian publishing, especially when compared to the translations of other nineteenth-century French classics. Despite this, Balzac is the hypotext of the two novels here analysed. These two novels are L'altra amante by Elisabetta Rasy (1990), explicit rewriting of La fausse maîtresse , and L'inizio è in autunno by Francesca Sanvitale (2008), built on Adieu. Although these two kinds of rewriting are very different, they both explore the potentialities of Balzac's narration through less famous texts of the Comédie humaine.</description>
    <dc:date>2010-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://hdl.handle.net/1889/1708">
    <title>Manzoni e i dintorni della "Tirannide"</title>
    <link>http://hdl.handle.net/1889/1708</link>
    <description>Title: Manzoni e i dintorni della "Tirannide"
Authors: Boggione, Valter
Abstract: Il contributo indaga i debiti contratti da Manzoni nei confronti delle opere alfieriane degli anni 1777-1779 (Della tirannide, Virginia, Congiura de' Pazzi soprattutto), sia a livello di singole espressioni, sia di motivi culturali ed ideologici. Se ne desume una conoscenza profonda, non episodica, di Alfieri, che permane un riferimento importante anche dopo la delusione prodotta dalla lettura delle Opere postume e lascia traccia non nelle opere giovanili soltanto e nelle tragedie, ma anche nella poesia civile manzoniana e nel romanzo. Tale rapporto, tuttavia, dopo il periodo di adolescenziale infatuazione del Trionfo della Libertà e la successiva ammirazione per Alfieri come modello di virtù, si configura come confronto serrato con l'ideologia e il pensiero politico alfieriani, per ridiscutere, collocare in un contesto generale diverso, correggere le affermazioni del modello.; This essay shows that Manzoni is greatly indebted to Alfieri's works written between 1777 and 1779 (in particular, Della tirannide, Virginia, Congiura de' Pazzi). Not only does Manzoni owe to Alfieri single expressions, but also cultural and ideological issues. Indeed, Manzoni's knowledge of Alfieri's texts was deep, and not episodic. Actually, Manzoni continued to consider Alfieri very important, even after being deluded by Opere Postume. Alfieri's influence on Manzoni can be traced in the latter's early works, in the tragedies, and also in his civil poems and in the novel. This relationship, however, after the adolescent infatuation with Trionfo della Libertà and the subsequent admiration for Alfieri as a model of virtue, becomes a close comparison with Alfieri's ideology and political thought: as time goes by, Manzoni questions, contextualizes in a general different context, and corrects his model's ideas.</description>
    <dc:date>2010-12-31T23:00:00Z</dc:date>
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